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Humus
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top
Lmwca'mwcqhumus (mwcgpronuncia mwcwitaliana /ˈumus/cite-ref-1[1]; dal mweqlatino mweghumus, "suolo, terra, terreno"), mwewadattato talvolta in mwfaumocite-ref-2[2]cite-ref-3[3] (SOM, soil organic matter), è un componente chimico del mwhqterreno. È mwhgpedologicamente omogeneo, di colore bruno e formato da prodotti di vario grado di mwhwpolimerizzazione, frutto della degradazione e rielaborazione della mwiasostanza organica del terreno. Èmwiq un complesso di sostanze organiche elaborate presenti nel suolo. L'humus rappresenta la parte più attiva, sotto l'aspetto chimico e fisico, della mwigsostanza organica del terreno e interagisce con la frazione minerale e con la soluzione circolante influenzando le mwiwproprietà chimiche e mwjafisiche del terreno. La scoperta dell'importanza dell'humus per la nutrizione della pianta la si fa risalire all'agronomo tedesco mwjqAlbrecht Thaer.
Contents
• Note
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Tipi di humus
La classificazione secondo i tipi prende in esame l'aspetto morfologico della sostanza organica e la mette in relazione con la mwkqpedogenesi. Non si tratta di uno schema esaustivo, tuttavia è molto usato nella letteratura soprattutto quando si fa riferimento all'origine della sostanza organica. Lo schema di classificazione è il seguente:
1. Sostanza organica evoluta in condizioni di sommersione o ristagno:
• In condizioni di sommersione permanente: mwlgtorba.
• In condizioni di sommersione periodica: mwmaanmoor.
2. Sostanza organica evoluta in condizioni di aerazione:
1. Suoli forestali:
• Lettiera di foreste di mwngaghifoglie, mwnwreazione fortemente acida, mwoarapporto C/N elevato: mwoqmor.
• Lettiera di mwowforeste di latifoglie, reazione marcatamente acida, rapporto C/N medio alto: mwpamoder.
• Lettiera assente, reazione acida, rapporto C/N medio alto: mwpgmull forestale.
2. Suoli non forestali (praterie, suoli agrari):
• Lettiera assente, reazione neutra o basica, rapporto C/N equilibrato: mwqgmull calcico.
La mwratorba si evolve in ambienti di mwrqpalude in condizioni di sommersione permanente. Le proprietà chimiche possono cambiare secondo le caratteristiche delle acque. Si distingue la torba neutra, con mwrgpH 7-7,5, rapporto C/N medio-alto, elevato mwrwtasso di saturazione in basi, e la torba acida, con pH inferiore a 4, rapporto C/N molto alto, tasso di saturazione in basi molto basso. In generale l'mwsaumificazione è lenta e incompleta, mentre la mwsqmineralizzazione è stentata, perciò si tratta di una sostanza organica poco attiva. L'attività biologica è modesta ed è basata su mwsgbatteri mwswanaerobi. La mwtastruttura è fibrosa.
Lmwtg'mwtwanmoor si evolve in suoli forestali soggetti a periodi di ristagno. Le proprietà chimiche possono essere variabili e in generale il rapporto C/N è moderatamente alto. L'umificazione è lenta ma completa, la mineralizzazione stentata. L'attività biologica è basata su una mwuapedofauna stagionale e su batteri. Questi ultimi si alternano fra una microflora aerobica e una anaerobica in funzione delle condizioni di umidità.
Il mwugmor si forma in suoli forestali di mwuwaghifoglie e foreste di resinose o brughiere in ambiente freddo e piovoso, con lettiera persistente. Ha una reazione fortemente acida, rapporto C/N alto (circa 30), tasso di saturazione basica bassissimo. La struttura è fibrosa. L'attività biologica è modesta e gli organismi sono rappresentati soprattutto da mwvaacari, mwvqcollemboli e funghi. Sia l'umificazione sia la mineralizzazione sono piuttosto lente. La struttura è fibrosa negli orizzonti più superficiali.
Il mwvwmoder si forma su suoli forestali di boschi misti in ambiente freddo e piovoso, con lettiera persistente, ma con formazione di deboli complessi argillo-umici. La reazione è marcatamente acida, il rapporto C/N leggermente alto (circa 10-20) e tasso di saturazione in basi molto basso. La struttura è grumosa ma instabile. Fra gli organismi viventi prevalgono mwwaartropodi e mwwqfunghi.
Il mwwwmull si forma in generale nelle condizioni migliori di fertilità. Gli ambienti sono disparati e le proprietà variabili in funzione della vegetazione e delle condizioni pedoclimatiche. Le caratteristiche generali comuni consistono nell'attività biologica elevata, con presenza di mwxalombrichi, artropodi e una microfauna che vede la prevalenza di funghi in ambiente acido, batteri e attinomiceti in ambiente neutro o basico. Altra proprietà comune è l'assenza di lettiera dovuta ad un'umificazione rapida e completa e all'incorporazione della sostanza organica nella frazione minerale con formazione di complessi argillo-umici più o meno stabili. La mineralizzazione è condizionata dal tasso di saturazione basica. Si distinguono due tipi di mull:
• Il mwxwmull forestale si forma in suoli non calcarei ma con una buona dotazione in mwyqcalcio. La vegetazione è costituita da boschi di latifoglie. La reazione è acida (pH 5,5-6,5), il rapporto C/N medio-alto e il tasso di saturazione in basi mediamente alto, dell'ordine del 60%. La mineralizzazione è abbastanza rapida e la struttura di tipo grumoso.
• Il mwywmull calcico si forma in suoli calcarei, soggetti a variazioni stagionali dell'umidità e con vegetazione rappresentata principalmente da essenze erbacee. La reazione è neutra o alcalina (pH 7 o superiore), il rapporto C/N equilibrato (circa 10), il tasso di saturazione in basi molto alto (90-100%). La struttura è grumosa e molto stabile per l'elevata dotazione in calcio e magnesio e la mineralizzazione lenta a causa della stabilità dei complessi argillo-umici. A questo tipo di sostanza organica si può ricondurre anche quello dei mwzaterreni agrari.
Composizione chimica dell'humus
L'identificazione chimica dell'humus è indefinita in vari aspetti a causa della complessità ed eterogeneità della sua composizione. Molti autori usano distinguere la mwzwsostanza organica del terreno in composti mwaaumici e mwaqnon umici. Questi ultimi hanno una ben definita collocazione sistematica e si identificano in una delle varie classi di composti macromolecolari (mwagproteine, mwawlipidi, mwbapolisaccaridi, mwbqlignina, mwbgcera, mwbwacidi nucleici, ecc.) o di composti organici semplici mono o polifunzionali (mwcazuccheri, mwcqacidi carbossilici, mwcgalcoli, mwcwamminoacidi, mwdapolifenoli, ecc.). Ogni tentativo di collocazione sistematica dell'humus è impossibile sia per la composizione chimica indefinita sia per la complessità strutturale; tuttavia presenta delle proprietà fisiche e chimiche costanti che ne rendono possibile una caratterizzazione distinguendolo nettamente dagli altri composti organici.
Una definizione dell'humus in prima istanza lo identifica come un aggregato supramolecolare, ossia un'associazione di molecole trasformate di origine biologica a mwdwpeso molecolare relativamente basso. L'humus ha composizione non ancora totalmente definita, è dotato di proprietà mweacolloidale ed è di colore variabile dal giallo al bruno al nero. I suoi componenti chimici sono identificati dopo un complesso procedimento di estrazione. Data la complessità strutturale dell'humus, qualsiasi processo di estrazione rappresenta un artefatto che altera i risultati. La materia è oggetto di ampi studi e dibattiti e ai fini della standardizzazione è coordinata, a livello scientifico, dall'International Humic Substances Society (IHSS, mweqSocietà Internazionale delle Sostanze Umiche), che ha definito le procedure standard di estrazionecite-ref-4[4].
Estrazione dei componenti dell'humus
La procedura standard definita dall'IHSS per l'estrazione e l'isolamento dei componenti dell'humus è stata definita per la prima volta nel mwga1981. In seguito ha subito dei miglioramenti. La procedura attuale, adottata dal mwgq1996, prevede l'esecuzione di diversi trattamenti meccanici (agitazione e mwggcentrifugazione), fisico-chimici (mwgwadsorbimento, mwhadialisi) e chimici (trattamenti con mwhqacidi e mwhgalcali) sul campione iniziale o sulle frazioni isolate nelle singole fasicite-ref-5[5].
La procedura dura nel complesso alcuni giorni, a causa dei tempi richiesti dalle fasi che prevedono l'agitazione. Nel complesso si articola in due fasi principali, da cui si ottengono due frazioni solubili, rappresentate dagli mwjaacidi fulvici, e una insolubile, rappresentata dagli mwjqacidi umici.
La prima fase prevede la sospensione del campione in una soluzione di mwjwHCl, l'agitazione e la successiva separazione, per decantazione o per centrifugazione, di un residuo solido e di un supernatante denominato mwkaestratto FA 1.
La seconda fase si attua sul residuo solido che viene neutralizzato e successivamente sospeso in una soluzione di mwkgNaOH. La sospensione è sottoposta a più cicli intermittenti di agitazione e infine si separano, per centrifugazione, un mwkwprecipitato insolubile e un supernatante, denominato mwlaestratto FA 2.
I prodotti ottenuti sono sottoposti a trattamenti che si svolgono con metodologie specifiche allo scopo di isolare rispettivamente gli acidi fulvici e gli acidi umici.
Gli acidi umici sono contenuti nel precipitato insolubile separato nella seconda fase. Questo precipitato è sottoposto a trattamenti sequenziali di sospensione e precipitazione allo scopo di purificarlo allontanando i componenti inorganici e la sostanza organica non umificata. In sintesi i trattamenti sono i seguenti:
2. Il supernatante ottenuto dall'operazione precedente è sottoposto ad un trattamento di precipitazione per aggiunta di HCl. Dopo centrifugazione si scarta il supernatante e si mantiene il precipitato.
3. Il precipitato è sottoposto a sospensione in soluzione di HCl e mwnqHF, agitazione e centrifugazione, scartando il supernatante. Questo trattamento ha lo scopo di allontanare i sali minerali con il supernatante e va ripetuto finché la concentrazione salina nel supernatante scartato scende sotto l'1%.
4. Dopo l'operazione precedente, il precipitato è sottoposto a dialisi con acqua distillata. L'operazione si conclude quando la soluzione filtrata non contiene più ioni mwnwCl−. A questo punto il precipitato si ritiene completamente desalificato.
5. Il precipitato residuo dopo la dialisi è rappresentato dagli acidi umici e viene sottoposto a mwogliofilizzazione per poterlo conservare.
Gli estratti FA, contenenti gli acidi fulvici, sono invece sottoposti separatamente a trattamenti di isolamento basati sull'mwpaadsorbimento. Allo scopo si impiega uno scambiatore non ionico, rappresentato da una mwpqresina (XAD-8). La metodologia applicata per l'estratto FA 1 e l'estratto FA 2 differisce nei dettagli operativi. Gli acidi fulvici isolati dall'estratto FA 1 sono conservati in soluzione, quelli isolati dall'estratto FA 2 sono invece conservati allo stato secco tramite liofilizzazione.
Composizione delle sostanze umiche
Le conoscenze della composizione chimica sono incerte e in continua evoluzione anche in relazione all'impiego di metodologie più avanzate. Più che la composizione e la struttura in senso stretto, sulle quali sussistono ancora informazioni approssimative, hanno un valore significativo le conoscenze parziali in merito alle proprietà chimiche e chimico-fisiche e all'esistenza di specifici gruppi funzionali. Molte di queste conoscenze sono in realtà derivate da ipotesi interpretative dei risultati delle indagini, soprattutto in relazione al fatto che l'oggetto d'indagine è l'artefatto di un procedimento di estrazione che altera l'effettiva struttura e composizione e che alcuni metodi d'indagine producono di per sé degli artefatti.
Il carattere acido dei composti umici è attribuito alla presenza di mwtqgruppi funzionali acidi quali il mwtgcarbossile associato a catene mwtwalifatiche o ad mwuaanelli aromatici e il gruppo mwuqfenolico dei nuclei aromatici. Le proprietà acide sono più marcate negli acidi fulvicicite-ref-testini-6-1[6] e questo spiega anche il maggior tenore in ossigeno di questi componenti e il loro carattere di solubilità.
Le indagini di mwwwspettroscopia (ultravioletto, infrarosso, risonanza magnetica) hanno messo in luce la presenza di gruppi mwxaidrossido (-OH), mwxqgruppo carbonile (C=O), gruppi carbossile, anelli aromatici, fra i quali anche mwxgchinoni e catene alifatiche e suffragano l'ipotesi della presenza di altri gruppi funzionali come, ad esempio, quelli mwxwamminici (-NHmwya2) e mwyqtiolici (-SH)cite-ref-testini-6-2[6]cite-ref-belsito1-7-0[7].
Più incerte sono le informazioni sulla struttura e fanno riferimento a ipotesi interpretative. In generale si condivide la presenza negli acidi umici di nuclei aromatici condensati, che fungono da scheletro sul quale si legano composti organici semplici (chinoni, amminoacidi, amminozuccheri, polifenoli), macromolecolari (mw0wpolisaccaridi, mw1apolipeptidi) e metalli. Alcune ipotesi fanno risalire l'origine di questi nuclei aromatici di condensazione ai prodotti della degradazione delle ligninecite-ref-belsito1-7-1[7]. La polimerizzazione degli acidi fulvici sarebbe invece dovuta, secondo alcune ipotesi, a mw2qlegami idrogeno formati dai gruppi carbossile e fenolico dei nuclei aromatici, con formazione di una struttura tridimensionale che imbriglia al suo interno composti organici relativamente semplici. A livello di ipotesi vera e propria è l'identità chimica dei nuclei aromatici che, in ogni caso, è attribuita ad mw2gacidi fenilcarbossilici e a mw2wpolifenoli.
Proprietà chimiche e fisiche
Le caratteristiche chimiche e strutturali dell'humus sono alla base di proprietà di fondamentale importanza nella determinazione delle proprietà del terreno, con riflessi sulla sua fertilità.
Proprietà colloidale
L'elevato peso molecolare e la densità di gruppi funzionali acidi sono responsabili delle proprietà colloidali dell'humus. L'humus si comporta come un mw4acolloide idrofilo, elettronegativo ai valori ordinari di mw4qpH nel terreno. Il suo stato fisico normale è quello di colloide mw4gflocculato, soprattutto nei suoli con reazione da leggermente acida a moderatamente alcalina (pH<8,5). Nei suoli fortemente alcalini (pH>8,5) è allo stato mw4wdisperso.
Acidità, scambio e chelazione
Le proprietà acide sono dovute ai gruppi carbossilici e ai gruppi fenolici. Trattandosi di acidi deboli, la dissociazione aumenta con il pH: a valori normali sono i gruppi carbossilici ad essere dissociati, mentre a valori di pH elevati si dissociano anche i gruppi ossidrile dei fenoli. La formazione di cariche negative dovute alla dissociazione acida, oltre ad attribuire all'humus le caratteristiche di un colloide elettronegativo, è all'origine di fondamentali proprietà chimiche:
• mw6aCapacità di scambio cationico. Le cariche negative sono neutralizzate con l'mw6qadsorbimento di cationi (mw6gioni H+ e mw7aAl3+) in terreni molto acidi, cationi metallici (mw7gCa2+, mw8aMg2+, mw8gK+, ecc.). Per mezzo dello scambio ionico l'humus trattiene le mw9abasi di scambio preservandole dal dilavamento e rilasciandole gradualmente. Questa proprietà assume una notevole importanza nel caso dell'humus, dal momento che la CSC è mediamente molto più alta di quella dei minerali argillosi (3-400 mw9qmeq per mw9g100 g). La capacità di scambio cresce all'aumentare del mw9wpH per la relazione che lega quest'ultimo al grado di dissociazione acida dell'humus.
• mw-qPotere tampone. In virtù delle deboli proprietà acide dell'humus e della presenza di basi di scambio adsorbite sulla sua superficie (in condizioni ordinarie di pH), l'humus ha un elevato potere tamponante nei confronti delle variazioni di pH: nel primo caso, in presenza di acidi, rilascia basi di scambio e adsorbe mw-gioni idrogeno riducendone pertanto l'attività nella soluzione circolante; nel secondo caso, in presenza di basi, adsorbe cationi metallici e rilascia ioni idrogeno i quali neutralizzano gli mw-wioni idrossido. In virtù di queste proprietà il potere tampone verso l'acidificazione cresce all'aumentare del pH, mentre verso l'alcalinizzazione cresce al diminuire del pH. Nei terreni a mw-areazione neutra o leggermente acida, il potere tampone si manifesta con la maggiore intensità sia verso l'acidificazione sia verso l'alcalinizzazione, opponendosi efficacemente alle variazioni verso reazioni anomale. Al contrario, nei terreni acidi e alcalini, questa proprietà rappresenta una condizione sfavorevole in quanto si oppone agli interventi di correzione.
• mw-gChelazione. Grazie alla presenza di gruppi carbossile adiacenti o di gruppi carbossile e ossidrile adiacenti, l'humus ha proprietà chelanti nei confronti dei microelementi (mw-wferro, mwaqarame, mwaqezinco, ecc.) in quanto forma legami organo-metallici che li preservano dall'insolubilizzazione.
Interazioni con gli elementi nutritivi
Fra le proprietà chimiche intrinseche che hanno riflessi sulla nutrizione minerale delle piante, oltre alla capacità di scambio cationico va considerato anche il ruolo svolto nell'mwaqqassorbimento biologico, di fondamentale rilevanza agronomica. Nella composizione dei costituenti dell'humus rientrano elementi nutritivi fondamentali quali l'mwaquazoto, lo mwaqyzolfo, il mwaqcfosforo e, grazie alla formazione di legami organo-metallici, potassio, magnesio, calcio, ferro, ecc. Questi elementi, pur non essendo immediatamente disponibili per le piante, formano una riserva che viene rilasciata gradualmente attraverso la mineralizzazione. L'humus rappresenta perciò uno dei fondamentali strumenti di manifestazione del mwaqgpotere assorbente del terreno, di rilevante importanza soprattutto nei seguenti contesti:
• gli elementi estremamente mobili, che si perdono per facilità con il mwaqsdilavamento (azoto e zolfo), sono trattenuti dal terreno grazie all'incorporazione nell'humus, che in condizioni di flocculazione non è mobile;
• gli elementi facilmente soggetti a insolubilizzazione o a fissazione (fosforo e potassio), sono preservati dalla retrogradazione grazie all'incorporazione nell'humus, che li rilascia gradualmente in forma solubile. Questa proprietà è fondamentale nei terreni calcarei e nei terreni acidi, dove il fosforo è destinato all'insolubilizzazione rispettivamente sotto forma di mwaq4fosfato tricalcico nei primi e di mwaq8fosfati di alluminio e ferro nei secondi; la presenza di buone dotazioni di humus permette perciò di rallentare i fenomeni negativi di immobilizzazione del fosforo.
In merito alle interazioni fra il potassio e i metalli alcalino-terrosi (calcio e magnesio), l'humus contribuisce a regolare gli antagonismi che si esercitano fra questi elementi per mezzo dell'adsorbimento selettivo. Calcio e magnesio da un lato e potassio dall'altro, esercitano un antagonismo reciproco che si manifesta nell'assorbimento radicale con possibili fenomeni di carenza. Dal momento che l'humus adsorbe in misura maggiore il calcio e il magnesio, ne abbassa il tenore nella soluzione circolante favorendo l'assorbimento radicale del potassio. Viceversa, in caso di elevate dotazioni di potassio l'adsorbimento s'indirizza prevalentemente verso quest'ultimo, limitandone la competizione nell'assorbimento radicale nei confronti di calcio e magnesio.
Interazione con i composti organici di sintesi
Una proprietà chimica di fondamentale importanza sotto l'aspetto ecologico è quella di poter adsorbire diverse molecole organiche, chimicamente e biologicamente attive, immobilizzandole e inattivandole. Questa azione è importante perché limita o abbatte del tutto l'impatto ambientale di diversi fitofarmaci, in particolare alcune categorie di mwarmerbicida, evitandone il dilavamento e, nel contempo, la manifestazione di effetti residuali dovuti alla persistenza nel terreno. Come esempi si possono citare il mwarqglifosato e le mwarutriazine: questi erbicidi vengono infatti adsorbiti dall'humus e a seguito dell'incorporazione perdono la loro attività biologica. L'efficacia è tale che il glifosate è disattivato nel terreno nell'arco di pochi giorni e le triazine, impiegate come erbicidi ad azione residualecite-ref-8[8], sono sconsigliate nei terreni torbosi e richiedono dosaggi più alti in quelli ricchi di sostanza organica.
Interazione con i componenti minerali
L'humus interagisce con i componenti minerali del terreno formando complessi organo-minerali. Nei terreni acidi l'humus forma complessi con gli idrossidi di ferro e alluminio, colloidi idrofobi ed elettropositivi, stabilizzando lo stato di flocculazione. La mobilità di questi complessi dipende dal rapporto idrossidi/humus. A valori alti prevale l'insolubilità degli idrossidi di alluminio e ferro, perciò questi tendono ad accumularsi nel profilo del terreno; a valori bassi prevale la mobilità dell'humus, a causa dell'instabilità dovuta alla carenza di calcio e in condizioni di elevata umidità gli idrossidi sono facilmente lisciviati.
Più importante, ai fini della formazione della mwar0struttura del terreno è la formazione dei mwar4complessi umo-argillosi: l'humus agisce come cemento legando gli aggregati primari (formati dai minerali argillosi) in modo da formare aggregati strutturali secondari di dimensioni dell'ordine di mwar81-3 mm. Questa condizione è favorevole all'evoluzione di una struttura di tipo glomerulare, tipica dei terreni ben dotati di sostanza organica, in contrapposizione alla struttura granulare, tipica dei terreni argillosi poveri di sostanza organica. Un requisito essenziale affinché si formino i complessi umo-argillosi è la presenza di discrete dotazioni di calcio. Gli ioni calcio, infatti, fanno da ponte elettrostatico fra i colloidi umici e quelli argillosi, stabilizzando i complessi organo-minerali e la struttura. Per questo motivo i terreni che in genere presentano una buona e stabile struttura sono quelli a reazione neutra o moderatamente alcalina con una buona dotazione in humus.
Ritenzione idrica
Come colloide idrofilo l'humus ha la proprietà intrinseca di legare le molecole d'acqua sulla sua superficie, assorbendo un quantitativo pari a 20 volte il proprio peso. Di conseguenza l'humus ha una notevole capacità di ritenzione idrica, superiore a quella dei colloidi minerali del terreno.
Va tuttavia precisato che la mwas8tensione matriciale dell'acqua nell'humus ha valori più bassi, perciò per sottrarre l'acqua all'humus è necessario un maggior dispendio energetico da parte delle piante.
Ruolo agronomico e ambientale dell'humus
Sulla base delle proprietà fisiche e chimiche descritte in precedenza, all'humus sono attribuite importanti funzioni che, in caso di buone dotazioni, conferiscono al terreno caratteristiche fisiche, chimiche e meccaniche nettamente differenti rispetto ai terreni con scarse dotazioni. La maggior parte di queste caratteristiche sono da interpretarsi come positive, tuttavia eccessive dotazioni in humus comportano alcuni effetti collaterali indesiderati.
I riflessi positivi sulle proprietà fisico-meccaniche sono essenzialmente associati alla formazione di una struttura stabile e di tipo glomerulare. Un terreno dotato di una buona struttura, a parità di altre condizioni, ha un rapporto equilibrato fra umidità e aerazione, è permeabile, soffice. L'elevata capacità d'imbibizione dell'humus, inoltre, conferisce al terreno una maggiore capacità di ritenzione idrica. In definitiva la buona dotazione in humus si traduce in condizioni di abitabilità migliori per le piante e i microrganismi e, nel contempo, condizioni meccaniche che riducono i costi delle mwatmlavorazioni e dell'mwatqirrigazione.
Non meno importanti sono i riflessi sulle proprietà chimiche del terreno. Il beneficio più evidente di un alto tenore in humus è l'elevata dotazione di elementi nutritivi in virtù dell'alta capacità di scambio cationico e dell'assorbimento biologico, fattori che preservano gli elementi nutritivi dal dilavamento. Non va tuttavia trascurato il ruolo svolto dall'humus nella regolazione degli antagonismi fra gli elementi nutritivi, il rallentamento dei fenomeni di retrogradazione e fissazione minerale nei confronti del fosforo e del potassio, la preservazione dei microelementi dall'insolubilizzazione. Nei terreni a reazione normale, neutra o leggermente acida, il forte potere tampone dell'humus si manifesta nella sua migliore espressione opponendosi alle cause di variazioni anomale del pH. Questo aspetto è fondamentale per stabilizzare nel tempo le condizioni di solubilità favorevoli all'assorbimento degli elementi nutritivi. In definitiva la buona dotazione in humus si traduce in condizioni di nutrizione ottimali per le piante, grazie alle elevate dotazioni in elementi nutritivi e alle dinamiche più equilibrate che si instaurano tra fase solida, fase liquida e apparati radicali.
Sotto l'aspetto biologico va citata la più intensa attività dei microrganismi, i quali intervengono in alcune fasi fondamentali dei mwatccicli biogeochimici degli elementi nutritivi. Un suolo ben dotato di sostanza organica e con un rapporto equilibrato tra mineralizzazione e umificazione si presenta biologicamente molto attivo con indubbi benefici sul mwatgturn over degli elementi. I colloidi organici rappresentano inoltre dei siti preferenziali per l'insediamento delle colonie batteriche.
Sotto l'aspetto ambientale è fondamentale l'azione antierosiva dell'humus, in quanto la formazione dei complessi umo-argillosi permette una maggiore resistenza all'mwatoerosione superficiale (esercitata dal vento e dalle acque di scorrimento) e al dilavamento. L'importanza di questo ruolo è tale che i suoli forestali montani e collinari interessati da mwatsincendi e mwatwdisboscamenti incontrollati vanno incontro nell'arco di pochi anni all'erosione e al mwat0dissesto idrogeologico. Non meno importante è il ruolo svolto dalle alte dotazioni in humus nel preservare fenomeni di inquinamento delle mwat4falde acquifere grazie all'adsorbimento e all'inattivazione di sostanze a potenziale azione tossica (composti organici di sintesi, metalli pesanti).
Umificazione
Lmwaue'mwauiumificazione è l'insieme dei processi demolitivi enzimatici, dovuti a varie specie di mwaumbatteri, mwauqattinomiceti e mwauufunghi, attraverso i quali la sostanza organica in decomposizione subisce un processo di rielaborazione a partire da composti organici più o meno semplici, alcuni di difficile decomposizione, altri sottratti alla completa mineralizzazione.
Nell'ambito del mwaucciclo del carbonio rappresenta concettualmente una deviazione del ciclo che sottrae una quota del carbonio organico alla mineralizzazionecite-ref-9[9].
L'umificazione avviene più intensamente negli strati superficiali del terreno e subisce l'influenza dei fattori esterni che agiscono sui microorganismi, quali la temperatura, l'umidità, l'mwau0acidità del terreno.
Mineralizzazione
La mwavemineralizzazione è l'insieme dei processi demolitivi della sostanza organica con formazione, quali prodotti finali, di composti inorganici sotto forma di mwaviacqua, mwavmanidride carbonica e sali minerali (mwavqammonio, mwavufosfati, mwavysolfati e cationi metallici). Rappresenta la fase finale della decomposizione mwavcossidativa della sostanza organica e si può distinguere in due fasi:
• la prima coinvolge l'humus propriamente detto ed è responsabile della liberazione di una parte degli elementi in forma inorganica e della formazione di composti organici semplici;
• la seconda coinvolge i composti organici semplici derivati sia dalla decomposizione dell'humus sia dalla decomposizione delle macromolecole organiche (mwavsproteine, mwavwlipidi, mwav0polisaccaridi, mwav4acidi nucleici, ecc.).
Wikipedia non è un dizionario == Altri significati == Il termine humus è una parola [[lingua latina|latina]] che significa ''terra''. I benefici dell'humus sulla fertilità del terreno ispirano l'uso del termine anche in senso figurato nel linguaggio comune, per intendere quell'insieme di condizioni [[politica|politiche]], [[morale|morali]], [[religione|religiose]] o [[economia|economiche]] che, quasi come terreno fertile, favoriscono il sorgere di determinate dottrine o fenomeni sociali.
Note
cite-note-11. ↑ mwawu mwawymwawcBruno Migliorini mwawget al., mwawkmwawoScheda sul lemma "humus"mwaw0, in mwaxumwaxyDizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2010, mwaxcISBNmwaxg 978-88-397-1478-7.mwaxo
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cite-note-88. ↑ Gli erbicidi ad azione residuale, comunemente chiamati mwac0antigerminello, svolgono un'azione di controllo preventiva in quanto impediscono l'emergenza delle mwac4piante infestanti uccidendo sulle plantule durante la germinazione.
cite-note-99. ↑ mwadimwadmeea.europa.eu, mwadqhttps://www.eea.europa.eu/it/pressroom/infografica/il-suolo-e-il-cambiamento-climatico/viewmwadu Titolo mancante per url mwadyurl (aiuto).
Bibliografia
• mwadwAA. VV., Chimica del suolo, a cura di Paolo Sequi, Bologna, Pàtron, 1989.
• mwad4(EN) Soil Survey Division Staff (a cura di), Soil survey manual (PDF), Soil Conservation Service. U.S. Department of Agriculture Handbook 18, 1993 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2007).
• mwaemAndrea Giordano, Pedologia, Torino, UTET, 1999, ISBN 88-02-05393-6.
• mwaeuD. Magaldi e G. A. Ferrari, Il suolo - Pedologia nelle scienze della Terra e nella valutazione del territorio, Roma, La Nuova Italia scientifica, 1991.
• mwaecG. Gisotti, Principi di geopedologia, Bologna, Calderini, 1988, ISBN 88-7019-347-0.
Voci correlate
• mwae0Struttura (terreno)
• mwafeReazione del terreno
• mwafmConcimazione
• mwafuCompost
• mwafcCiclo dell'azoto
• mwafkCiclo del carbonio
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) humus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwaga(EN) IHSS, Official WWW page, su ihss.gatech.edu. URL consultato il 22 settembre 2007 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2008). Sito ufficiale dell'International Humic Substances Society.